il corso mercurio

 

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ITALIANO

 

 

1. Moravia

a La vita
a Lo scavo nel mondo borghese
a La scoperta del popolo negli anni del neorealismo
a La noia e gli ultimi romanzi

 

3. Gli Indifferenti

a Recensione

 

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MORAVIA:

LA VITA

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La vita

Nato a Roma nel 1907 da una ricca famiglia borghese di intellettuali (il padre era architetto e pittore), Alberto Pincherle Moravia fu segnato negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza dalla malattia, una tubercolosi ossea che gli impedì di frequentare scuole regolari e lo obbligò in lunghi soggiorni in sanatori montani. La sua, quindi, fu la formazione dell’autodidatta, costruita attraverso vaste letture (grazie anche al clima colto della famiglia). Ma la malattia, costringendolo all’esclusione, gli consentì anche quello sguardo straniato nei confronti del mondo borghese di cui faceva parte, che sarebbe stato poi una costante del suo contegno verso il reale. Esordì giovanissimo pubblicando nel 1929 Gli indifferenti, un romanzo scritto tra il ’25 e il ’28, che suscitò subito sensazione. Cominciò così la sua fortunata carriera di scrittore, a cui si affiancò quella di giornalista. Negli anni Trenta, essendo sospetto al regime per le sue posizioni fasciste, compì lunghi viaggi in Europa e in America, approfittando della sua funzione di inviato di importanti giornali, e raggiunse così una visione cosmopolita dei problemi culturali e sociali. Nel 1941 sposò una scrittrice, Elsa Morante, da cui si separò nel 1962, pur senza mai divorziare. Nel dopoguerra la sua produzione letteraria continuò copiosa, così come la sua attività giornalistica per quotidiani e riviste. La presenza di Moravia nella cultura italiana contemporanea è stata veramente centrale, con interventi su tutti i problemi più urgenti, letterari, filosofici, politici. Nel 1953, con Alberto Carocci, ha fondato la rivista <<Nuovi Argomenti>>, tuttora in vita; si è occupato di cinema, scrivendo per anni recensioni di film sull’<<Espresso>>, nonché di teatro. Nel 1984 è stato eletto al Parlamento europeo come indipendente nelle liste del Partito Comunista. Moravia è sempre stato uomo di sinistra, ma di una sinistra laica e borghese, ed ha rifiutato la diretta militanza comunista (a differenza di tanti altri intellettuali del dopoguerra come, Vittorini, Palese, Calvino, Patrolini, Pasolini), traendo dall’ideologia marxista solo sputi critici. È morto nel 1990.

 

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